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Telecamera IP: quello che i produttori non dicono

11/10/2019

Se sei un installatore di impianti di sicurezza, benvenuto, sei nel posto giusto. Mettiti comodo, perché oggi ho una storia molto interessante, che devi assolutamente conoscere, a proposito della videosorveglianza in IP.

Ci sono tante persone per le quali è facile parlare, appunto, di videosorveglianza in IP e, magari, anche dire di saper installare tali impianti.

Ma è davvero così?

Con l’avvento del plug and play, del PoE (Power over Ethernet) e degli NVR (Network Video Recorder) a cinquanta euro, oggi anche i non addetti ai lavori si azzardano a parlare di impianti in IP.

Ma la verità è che

nessuno di questi sedicenti installatori — e a volte anche produttori — può vantarsi di essere un professionista di impianti di videosorveglianza IP.


Non ci credi?

Ascolta chi è in questo campo da vent’anni e può essere considerato un precursore…

Ma lascia che siano i fatti a raccontarti tutto.

Come è iniziata la nostra storia con il registratore per telecamere IP



È una storia che risale a maggio del 2000.

Il mio attuale socio mi chiama nel suo studio e, con fare determinato, mi invita a sedermi.

Inizio a pensare che la mia avventura in Anteklab stia per finire, ma poi lo guardo aprire un cassetto e lanciare un oggetto sulla scrivania.

Non capisco subito di cosa si tratta, poi scopro che è unatelecamera IP.

Per la precisione, è un D-Link DCS-1000 con risoluzione 640x480, che tengo tuttora come ricordo.

A quel punto il mio socio esordisce con:

“Tutto sta convergendo verso le soluzioni IP, dalla telefonia ai filmati, quindi il futuro della videosorveglianza saranno queste telecamere in IP”.


Ricordo bene di aver pensato che forse sarebbe stato meglio se mi avesse licenziato!

La verità è che non credevo affatto in questa tecnologia, anche perché non è semplicissima, e all’epoca erano veramente in pochi a capirla.

L’idea di creare un software o un hardware partendo da zero era un rischio enorme.

Ci sarebbero voluti mesi — forse anni — per arrivare ad avere un prodotto vendibile.

Mi sentivo spiazzato, e nella mia mente si affollavano varie domande.

E se poi non funziona?

E se il mercato italiano non prende in considerazione questa tecnologia?

Insomma, fu un vero delirio, seguito da molte notti insonni.

Primi tentativi e difficoltà nella progettazione dei videoregistratori per telecamere IP



Dopo la “riunione”, comincio subito a fare delle ricerche su internet.

Così scopro che due anni prima un’azienda straniera aveva progettato un software per videosorveglianza in IP, la Milestone.

Questo un po’ mi rincuorò, perché anche loro, in effetti, non avevano un grande bacino d’utenza…

Appresa la notizia, inizio a diventare fiducioso nei confronti dello sviluppo tecnologico, pensando inoltre che, se non altro, saremmo stati i primi in Italia a proporre questo tipo di soluzioni.

Decidiamo quindi di buttarci in questa avventura e di mettere subito al lavoro il nostro team, che già dal 1980 si occupava della creazione di prodotti per le telecomunicazioni.
Sappi che siamo stati i primi nel nostro Paese a integrare l’analisi video in un videoregistratore!



Cominciamo quindi a lavorare a un progetto per un NVR Linux, ma non ci basta…

Essendo esperti in telefonia, decidiamo di sviluppare una soluzione per la videosorveglianza mobile, anche in questo caso per primi.

Considera che in quegli anni non esistevano smartphone e app, quindi se stai pensando a quelli sei fuori strada.

Sto parlando di soluzioni Java per telefonini GPRS, tipo il celeberrimo Nokia 3210.

I primi tempi sono stati molto duri…

Tieniti forte, perché sto per raccontarti qualcosa che difficilmente un’altra azienda potrebbe ammettere.

Abbiamo incontrato decine, forse centinaia, di problemi nella realizzazione del nostro prodotto, a livello tecnico.

Le telecamere non seguivano un protocollo standard — quello che oggi è l’ONVIF (Open Network Video Interface Forum) —, ognuna parlava una sua “lingua”, perciò ciascuna doveva essere acquistata, studiata e integrata singolarmente, richiedendo un grande investimento di tempo e, soprattutto, di denaro.


La banda occupata era enorme e i protocolli MPEG-4 o H.264 furono introdotti solo in seguito: all’inizio le telecamere parlavano solo in JPEG, trasmettendo sequenze di fotografie molto pesanti da gestire, soprattutto per le reti dell’epoca, a 10 Mbit/s.

Inoltre fino al 2006 circa, il mercato non recepì la tecnologia IP: infatti, i distributori di prodotti per la sicurezza inizialmente non presero in considerazione la network camera.

Gli installatori, abituati da anni a lavorare con i sistemi analogici, si trovarono completamente spiazzati.

Questa situazione di limbo durò per diversi anni, durante i quali cominciarono ad affacciarsi sul mercato delle ditte specializzate nel networking e nel cablaggio strutturato, che affiancarono — e in alcuni casi addirittura sostituirono — la figura dell’installatore professionista in sicurezza.

Ti confido che all’inizio sbagliammo qualche decisione sull’hardware:

potrei raccontarti di un contenzioso con un cliente al quale saltarono tutti gli alimentatori nei primi mesi di vita dei nostri Aylook.


“Toppammo” anche qualche scelta produttiva: mettemmo il sistema operativo direttamente sul disco fisso che registrava le immagini… saltato il disco fisso, la macchina doveva essere ricoverata nei laboratori.

La svolta con il sistema di videoregistrazione ibrido (IP, TVI, Analogico): Aylook

Ma non preoccuparti, di strada ne abbiamo fatta!

Da circa otto anni abbiamo risolto il problema, utilizzando dei dischi DOM (Disk on Module) allo stato solido dedicati unicamente al sistema operativo, mentre il disco fisso è destinato a ospitare solo le registrazioni.

In questo modo, in caso di rottura del disco, l’installatore non deve far altro che estrarlo, sostituirlo e scegliere il RAID (Redundant Array of Independent Disks) più adatto al suo tipo di impianto.

Grazie a questi accorgimenti, i nostri apparati Aylook hanno raggiunto un livello di affidabilità davvero molto alto.


Spesso mi viene chiesto quali siano gli ostacoli e i “nemici” che ho incontrato lungo il percorso dello sviluppo di Aylook.

Le soluzioni che più mi hanno dato fastidio sono state quelle asiatiche basate su NAS (Network Attached Storage): innanzitutto perché non specifiche per l’IP, e in secondo luogo perché hanno soltanto confuso le idee degli installatori.

Inoltre, fattore non da poco, il loro ingresso sul mercato ha dato il via all’abbassamento dei prezzi delle soluzioni IP.

Dunque l’avvento dei player asiatici — passati o presenti — che hanno abbattuto i prezzi e inflazionato il mercato, ci ha suggerito di spostare il focus della videosorveglianza dai semplici prodotti alle soluzioni integrate.

La nostra proposta: soluzioni integrate, non solo telecamere IP

Ai nostri clienti, per tutti i motivi di cui ti ho parlato, non proponiamo una scatola, ma un progetto che prevede:

  • L’integrazione con i sistemi d’allarme;
  • L’analisi video su qualsiasi tipologia di telecamera;
  • La rappresentazione dell’impianto su quadri sinottici o mappe grafiche;
  • Una app unica, dedicata al tipo di cliente al quale è impensabile proporre un’app per gestire la centrale d’allarme e un’altra per tenere sotto controllo le telecamere.
Le nostre soluzioni sono il frutto delle integrazioni con apparecchiature di terze parti e, di conseguenza, di interscambi con aziende italiane leader nei diversi settori della sicurezza.
Ti ho raccontato questa storia perché è la testimonianza dell’avventura che io e i miei collaboratori abbiamo vissuto dall’inizio e continuiamo a vivere tutti i giorni, insieme ai nostri clienti, guardando al futuro e cercando di volta in volta di superarci. Noi italiani possiamo avere molte pecche, ma di sicuro siamo bravi a ingegnarci e a creare soluzioni, e noi lo facciamo da circa vent’anni, sempre con il sostegno dei nostri clienti, che ci aiutano a migliorare. Voglio ringraziarti per essere arrivato fin qui! Spero tu non abbia trovato quest’articolo noioso… Se sei interessato a conoscere qualcosa in più su Aylook, sappi che potrai parlare con noi presso lo spazio Anteklab, durante l’evento Sicurezza 2019, Fiera Milano, Rho. Ti aspettiamo dal 13 al 15 novembre! Clicca qui per scoprire di più. Un saluto da Marco Biancardi, amministratore dell’azienda Anteklab e proprietario del brand Aylook, la nostra soluzione di sicurezza integrata per impianti video e allarmi. A presto!  

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